La delibera che autorizzi la locazione per l’esercizio di un’attività professionale di un immobile condominiale, prima adibito a civile abitazione, non costituisce un’innovazione

La delibera che autorizzi la locazione per l’esercizio di un’attività professionale di un immobile condominiale, in precedenza adibito a civile abitazione, non costituisce un’innovazione, ex art. 1120 c.c., ma soltanto una diversa utilizzazione del bene comune, che l’assemblea dei condomini può approvare con la maggioranza semplice dell’art. 1136 comma 2 c.c. Tribunale  Salerno  sez. I, […]

Continua a Leggere

L’impugnazione della delibera che approva il rendiconto annuale

La deliberazione dell’assemblea condominiale che approva il rendiconto annuale dell’amministratore può essere impugnata dai condomini assenti e dissenzienti nel termine stabilito dall’art. 1137 c.c., comma 3 non per ragioni di merito, ma solo per ragioni di mera legittimità, restando esclusa una diversa forma di invalidazione ex art. 1418 c.c., non essendo consentito al singolo condomino […]

Continua a Leggere

Linee guida per la redazione del rendiconto condominiale

Quali criteri si seguono per la redazione del rendiconto condominiale? In proposito alla redazione del rendiconto condominiale, il codice civile si limita a precisare che l’amministratore, alla fine di ogni anno, “deve rendere il conto della sua gestione” (art. 1130) e che l’assemblea dei condomini deve approvare il rendiconto annuale (art. 1135). Per il resto […]

Continua a Leggere

Le azioni giudiziarie del condominio devono essere sempre autorizzate dall’assemblea

Corte di Cassazione, Sezione II, ordinanza 25 febbraio 2011, n. 4733 In tema di condominio, atteso che l’amministratore non gode di autonomi poteri, limitandosi ad eseguire le deliberazioni dell’assemblea ovvero a compiere atti conservativi dei diritti inerenti alle parti comuni dell’edificio, anche in materia di azioni processuali, il potere decisionale spetta solo ed esclusivamente all’assemblea la quale dovrà […]

Continua a Leggere

I balconi “aggettanti” sono di proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono

In tema di condominio, i balconi “aggettanti”, i quali sporgono dalla facciata dell’edificio, costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, non svolgendo alcuna funzione di sostegno né di necessaria copertura dell’edificio – come, viceversa, accade per le terrazze a livello incassate nel corpo dell’edificio – non possono considerarsi a servizio dei piani sovrapposti […]

Continua a Leggere

Tabelle millesimali errate: indebito arricchimento per il condòmino che ne beneficia

Cassazione civile, sez. III, 10 marzo 2011, n. 5690 Il Condominio può esperire l’azione di indebito arricchimento per far valere le proprie ragioni contro il singolo condomino che si è avvalso di un errore nelle tabelle millesimali per non concorrere alle spese (nella specie, l’assemblea condominiale aveva deliberato l’esecuzione di alcuni lavori di manutenzione straordinaria […]

Continua a Leggere

Condominio, vietato abbandonare oggetti sul pianerottolo

Chi ha l’abitudine di abbandonare gli oggetti sul pianerottolo può essere costretto a pagare i danni agli altri condomini. La Cassazione (sentenza 5474/11) ha accolto il ricorso di un condominio di Genova che nei due precedenti gradi di giudizio si era visto negare i danni chiesti ad una condomina che lasciava oggetti sul pianerottolo davanti […]

Continua a Leggere

Il divieto di tenere animali negli appartamenti del condominio va approvato all’unanimità

Il divieto di tenere animali negli appartamenti di un edificio condominiale non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo tali tipi di regolamento disporre delle limitazioni alle facoltà connesse con il diritto di proprietà dei singoli condomini, sulle porzioni di fabbricato appartenenti agli stessi in via esclusiva. Tali […]

Continua a Leggere

Limiti al potere del singolo condòmino di servirsi delle parti comuni

Il potere del singolo condomino di servirsi della cosa comune incontra un duplice limite, consistente, l’uno, nel rispetto della destinazione del bene comune, che non può essere alterata dal singolo partecipante alla comunione; l’altro, nel divieto di frapporre impedimenti agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto (in applicazione del suesposto principio, […]

Continua a Leggere